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RISULTATI 2025 - Generali chiude l’esercizio 2025 con risultati molto positivi dopo il primo anno del nuovo piano strategico ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’, grazie al contributo dei premi danni, al miglioramento del Combined Ratio, alla robusta crescita della raccolta netta vita e al contributo dell’area Asset Management. Nel dettaglio i premi lordi complessivi sono stati pari a 98,1 miliardi (+3,6%), con una crescita del 7,6% a 36,2 miliardi nel ramo danni, grazie sia al segmento non auto (+7,3%) in tutte le aree di operatività, sia al segmento auto (+7,5%), mentre escludendo il contributo dell’Argentina (colpita da iperinflazione) la crescita del segmento auto sarebbe del 5,7%. Il CoR migliora al 92,6% (94% un anno prima) con una sinistralità in miglioramento al 64,3% (65,5% al 31/12/2024) e un aumento dell’expense ratio al 29,4% (28,8% al 31/12/2024). Il risultato operativo danni è balzato del 20% a 3,66 miliardi con un combined ratio non attualizzato al 94,3%, in miglioramento rispetto al 95,9% del 2024. I Premi lordi Vita sono saliti dell’1,4% a 61,9 miliardi, e sono stati trainati dalle linee risparmio (+10,7%) e puro rischio e malattia (+5,6%), mentre e la linea prodotti ibridi e unit-linked risulta in calo del 4% per il confronto con un 2024 che aveva beneficiato di azioni commerciali mirate. La raccolta vita è positiva per 13,5 miliardi (+42,5%), soprattutto in Italia, Germania e Asia, grazie alla crescita della linea risparmio che ha raggiunto 2,4 miliardi. La redditività sul PVNBP è salita dell’1,5% a 55,6 miliardi ed il valore della nuova produzione (NBV) è pari a 3,14 miliardi (+6,2%). Nel Vita il risultato operativo registra una crescita del 4,3% a 4,15 miliardi. Nel segmento Asset Management il risultato operativo aumenta del 7,5% a 662 milioni, mentre quello di Banca Generali diminuisce del 5,1% a 532 milioni per le minori commissioni di performance. Il segmento Holding e altre attività presenta un risultato operativo negativo per 610 milioni, rispetto a quello di 536 milioni di fine 2024 (+13,9%) sia per la crescita dei costi operativi di holding, sia per il pagamento una tantum di una exit tax legato alla chiusura di un’entità estera e minori dividendi infragruppo. L’esercizio si chiude con un utile ante imposte di 6.636 milioni (+5,4%), un utile netto di 4.172 milioni (+12%) e un utile netto normalizzato pari a 4.315 milioni (+14,5%). Il dividendo ammonta a 1,64 euro per azione, in pagamento dal 20 maggio 2026. Il Solvency Ratio è pari al 219% (210% a fine 2024), e gli Asset Under Management gestiti sono saliti del 4,3% a 899,9 miliardi.