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Milano, 17 luglio 2019: Ferrari, UniCredit, Banca MPS

FERRARI ha chiuso in rialzo dell'1,34% a 151,30 euro ieri dopo aver toccato un nuovo massimo storico a quota 152,55. Gli analisti di Goldman Sachs hanno confermato il giudizio neutral e incrementato il target sul titolo da 119 a 150 euro: si prevede un incremento medio annuo dell'EBITDA del 13% nel quadriennio 2018-2021. Ferrari ha annunciato, nell'ambito della seconda tranche del programma di acquisto di azioni proprie, di essere salita al 2,76% del capitale. Graficamente il titolo sta dando continuità al trend rialzista di lungo corso ma il raggiungimento della parte superiore del canale che sale dai bottom di inizio anno, ora a 153 euro circa, potrebbe momentaneamente frenarne la corsa. Possibile anche una flessione verso 140 euro, movimento che verrebbe anticipato dal cedimento del sostegno in area 146. Oltre 153 invece nuovi segnali di forza che proietterebbero il titolo verso 160 euro.
Buone performance ieri per i bancari che hanno reagito alla flessione di lunedì anche grazie alle trimestrali di Goldman Sachs e JP Morgan (+1,87% e +1,10% rispettivamente al NYSE) migliori delle attese. L'indice FTSE Italia Banche ha terminato a +1,54%. UNICREDIT (+2,61% a 11,7360 euro) si è messa in evidenza grazie a S&P: l'agenzia ha confermato i rating (BBB a lungo termine e A2 a breve termine) ma ha migliorato l’outlook a stabile da negativo, dato che l'istituto "ha significativamente migliorato la sua capacità di resilienza ad un ipotetico default del debito sovrano italiano". Nello scorso fine settimana il Corriere della Sera ha riferito che UniCredit non ha accantonato il piano di crescita per vie esterne: resterebbe aperto anche il dossier della fusione con Commerzbank. Venerdì scorso il presidente Fabrizio Saccomanni è tornato sulle indiscrezioni di inizio della scorsa ottava riguardo all'ipotesi di revisione della struttura del gruppo finalizzata a rafforzarne il profilo europeo e migliorarne le condizioni di funding tramite la separazione delle attività estere da quelle italiane (queste ultime sono penalizzate dal fardello dei crediti deteriorati). Saccomanni ha affermato che si tratta di un "tema che potrà essere oggetto di riflessione nel caso ci dovessero essere operazioni di carattere straordinario" ma non si tratta di una questione all'ordine del giorno. A dicembre l'istituto guidato dal CEO Jean Pierre Mustier presenterà il piano 2020-2023. L'analisi del grafico di UniCredit evidenzia il rally partito nella seconda metà di giugno, movimento che si è arrestato a ridosso dell'ex supporto a 11,85 euro. L'eventuale superamento di questo ostacolo lancerebbe i prezzi verso il massimo di metà aprile a 13,0660, una resistenza determinante in ottica di medio/lungo periodo: oltre la stessa verrebbe infatti completato il potenziale doppio minimo in formazione da fine 2018, figura rialzista capace di proiettare le quotazioni verso 14,30 e 15,50. Discese sotto 11,10/11,20 creerebbero invece le premesse per un'inversione di tendenza (primo appoggio a 10,40/10,50).
BANCA MPS (+3,90% a 1,6530 euro ieri) accelera al rialzo in scia alle indicazioni di Refinitiv IFR (Reuters) sul bond decennale subordinato Tier 2 a tasso fisso lanciato ieri stamattina, poi parzialmente confermate dal comunicato dell'istituto senese. L'obbligazione, di importo pari a 300 milioni di euro e scadenza 23 luglio 2029, ha ricevuto ordini pari a 600 milioni di euro e non 750 milioni come indicato da Refinitiv IFR. Il rendimento si è attestato a 10,50% da una prima indicazione a 11-11,50% (poi rivista a 10,75%). L'emissione è dunque stata un successo (anche se con domanda leggermente inferiore a quanto ipotizzato ieri), come quella del bond senior unsecured 2022 di due settimane, operazione che aveva generato un rally da +35% in tre sedute. Il ritorno di MPS sul mercato dei capitali è stato favorito dal netto calo di rendimenti e spread dei titoli di Stato italiani visto nelle ultime settimane dopo che Roma ha evitato la procedura di infrazione UE: lo spread è sceso di circa 100 bp nell'ultimo mese e mezzo. L'analisi del grafico di Banca MPS evidenzia il balzo partito a fine giugno, movimento che ha portato il titolo a ridosso della resistenza rappresentata dal massimo di dicembre a 1,7640 euro. Una vittoria su questo ultimo riferimento aprirebbe le porte a estensioni verso l'ex supporto a 2,00/2,05 e quindi sui massimi dello scorso settembre a 2,45/2,50. Le possibilità di prolungamento del rally diminuirebbero considerevolmente in caso di discese sotto area 1,40.

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