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Milano, 28 settembre 2022: Snam, Telecom Italia, Danieli & C

SNAM in difficoltà martedì. Il titolo ha lasciato sul terreno il 3,92% a 4,26 euro. Il caso si è realizzato nonostante Citi abbia alzato il giudizio sul titolo a "neutral" da "sell" con target che sale a 4,3 euro da 4 euro. Gli analisti hanno spiegato che "In un contesto di tassi in aumento, il cashflow della rete gas è preferibile alla crescita della rete elettrica". Gli esperti credono che dopo la recente sottoperformance il premio del 12-16% sulla Rab, la regulated asset base, offerto da Snam e da Italgas sia giustificato e sostenuto dalla forte generazione di cassa". Il titolo scendendo sotto la linea che unisce i minimi di febbraio e di luglio, passante a 4,67, ha completato il testa spalle ribassista disegnato dal top di inizio gennaio. Target della figura a 3,70 euro (proiezione dell'ampiezza del testa spalle verso il basso dal punto di violazione della neckline), supporto intermedio a 4,05 euro. Solo recuperi oltre la linea di base del testa spalle, introdotti dal superamento di area 4,50, cancellerebbero i recenti segnali di debolezza e potrebbero anticipare un tentativo di ricopertura del gap del 29 agosto con lato alto a 5 euro.
TELECOM ITALIA +3,41% ieri a 0,191 euro prosegue il recupero dopo la vittoria del centrodestra nelle elezioni di domenica. Ricordiamo i rumor di qualche settimana fa secondo cui FdI (il partito uscito vincitore dalla tornata elettorale) avrebbe ipotizzato un piano che prevede l'acquisizione di Telecom da parte di CDP tramite OPA con successiva cessione degli asset diversi da NetCo (ovvero ServiceCo). Indiscrezioni di stampa riferiscono inoltre che un'offerta non vincolante di CDP per la NetCo non arriverà in tempo per essere visionata dal cda di Telecom del 29 settembre: si ipotizza una proposta entro metà ottobre. Il titolo è risalito nella parte superiore del range di oscillazione laterale delle ultime settimane, intervallo compresso tra 0,18 e 0,1950 circa. Il supporto a 0,18 sta tenendo e nel breve potrebbe agevolare un rimbalzo più ampio di quanto visto sino ad ora, con primo obiettivo a 0,1984 e successivo in area 0,2050. Solo oltre questo ultimo livello spazio per un allungo verso 0,22. Sotto 0,18 invece via libera verso nuovi minimi in area 0,15.
DANIELI & C chiude l'esercizio 2021-2022 con risultati in netta crescita ma prevede un rallentamento nei prossimi semestri. I ricavi sono saliti del 31% a 3,637 miliardi di euro, l'EBITDA del 44% a 359,2 milioni e l'utile netto del gruppo del 173% a 218,7 milioni. Il portafoglio ordini al 30 giugno era pari a 5,052 miliardi contro i 3,534 di un anno prima. Il management fa notare che il settore Steel Making ha totalizzato risultati migliori rispetto a quelli previsti a inizio anno grazie anche a ABS Steel Making che "ha beneficiato nell’ultimo trimestre dell’esercizio di una congiuntura positiva straordinaria" e non ripetibile. Inoltre la redditività del comparto "potrà essere mantenuta nel prossimo esercizio solo a fronte di un intervento governativo coordinato per normalizzare i costi energetici". Le stime per l'esercizio 2022-2023 riflettono queste prospettive con ricavi a 3,5-3,7 miliardi, EBITDA a 320-340 milioni, portafoglio ordini a 5,4-5,7 miliardi. Il quadro grafico di Danieli & C sta peggiorando: nelle ultime sedute il titolo è sceso sotto il minimo di marzo a 16,26 euro. Una stabilizzazione su livelli inferiori a quello citato decreterebbe la riattivazione della tendenza negativa originata dal record di novembre a 29,86, con primo appoggio in area 15, sostegno decisivo per scongiurare l'ipotesi di inversione del movimento partito dagli 8,42 del marzo 2020. Primi segnali di forza oltre 17,20-17,25 per 18 e 19,60 (massimo del 12 settembre).

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