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Milano, 13 luglio 2020: Atlantia, doValue, Unieuro

Situazione difficile per ATLANTIA dopo gli ultimatum del premier Conte e la decisione della Corte Costituzionale sul Ponte di Genova della scorsa settimana. Nel weekend la holding dei Benetton ha inviato al governo una proposta che secondo indiscrezioni prevede un diluizione nel capitale di Autostrade per l'Italia fino al 37% (dall'88% attuale), un nuovo regime tariffario, investimenti e risarcimenti per complessivi 3,4 miliardi di euro, ma anche modifiche alle norme sull'indennizzo in caso di inadempienza. Conte ha dichiarato la proposta "ampiamente insoddisfacente" e chiesto l'uscita di scena dei Benetton, come preteso dai 5 Stelle. PD e Italia Viva stanno tentando una mediazione: per domani è previsto un Consiglio dei Ministri sul tema. L'ipotesi di revoca della concessione è sempre più attuale. Nella scorsa settimana Atlantia ha accelerato al ribasso, rotto i primi supporti ed è scesa a mettere pressione sui riferimenti di area 13 euro: se anche questi venissero violati si creerebbero le condizioni per il ritorno sul minimo di marzo a 9,14. Conferme definitive in tal senso sotto 11,80. Nuove indicazioni positive oltre 14,20-14,30, prologo a un tentativo di ritorno sul massimo di inizio giugno a 16,2150.
DOVALUE accelera al rialzo e tocca i massimi da marzo dopo che la società ha fornito "un update sull'andamento dei risultati e sulla posizione di liquidità, sulla base di informazioni preliminari al 30 giugno". I dati sono migliori delle attese: incassi, esclusa l'acquisizione di FPS, tra 1,400 milioni e 1,500 milioni di euro (930 milioni al 30 giugno 2019);r icavi lordi compresi tra 150 e 170 milioni (112 milioni al 30 giugno 2019). Ricavi lordi pro-forma (inclusivi degli effetti delle acquisizioni di Altamira Asset Management e FPS) compresi tra 200 e 220 milioni (313 milioni al 30 giugno 2019); EBITDA esclusi gli elementi non ricorrenti tra 33 e 38 milioni (39 milioni al 30 giugno 2019); EBITDA pro-forma esclusi gli elementi non ricorrenti tra 62 e 66 milioni (127 milioni al 30 giugno 2019). I dati definitivi verranno approvati il 4 agosto. S&P e Fitch hanno assegnato alla società rating BB con outlook stabile. Il titolo può così continuare il recupero intrapreso dai minimi di marzo e puntare al ritorno in area 9,90/10, dove è posizionato l'ultimo dei ritracciamenti (Fibonacci) della discesa dai top di febbraio. La permanenza nel breve al di sopra di quota 8,30 agevolerebbe il compito ai corsi, rafforzandone le ambizioni di crescita. Sotto 8,30 invece si manifesterebbe un primo segnale di debolezza che dovrebbe comunque trovare conferma al di sotto di 8 euro per farsi più preoccupante ed innescare il ritorno in area 7 (supporto intermedio a 7,50 euro).
UNIEURO chiude il primo trimestre dell'esercizio 2020-2021 al 31 maggio con conti ampiamente negativi a causa del lockdown. I ricavi si sono attestati a 428,9 milioni di euro, in calo del 13,4% rispetto ai 495,3 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, con flessioni del 30% circa a marzo e aprile e un rimbalzo del 20% a maggio. L'effetto negativo del lockdown è stato mitigato del +142,8% delle vendite del canale online. L’EBIT Adjusted è stato negativo per 11,1 milioni (da -2,5 milioni nel Q1 2019/20), mentre il risultato netto adjusted è passato da -5,6 a -13,8 milioni. Il gruppo segnala indicazioni positive dalle vendite di giugno. L'analisi del grafico di Unieuro mette in evidenza il calo della volatilità registrato nelle ultime settimane. Il superamento del recente massimo a 7,87 euro creerebbe le premesse per un'accelerazione verso 8,45, resistenza determinante per assistere al ritorno sul massimo di inizio giugno a 9,73. Discese sotto 7,18 anticiperebbero invece un test di 6,82, supporto determinante in ottica di medio termine: in caso di rottura rischio concreto di ritorno sui 5,03 di marzo.

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