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Milano, 20 novembre 2019. Piazza Affari migliore in Europa, brilla Nexi. Scende lo spread. FTSE MIB +0,10%.

Mercati azionari europei deboli. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,1%, NASDAQ Composite +0,0%, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,10%, il FTSE Italia All-Share a +0,10%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,10%, il FTSE Italia STAR a +0,17%.
BTP in rialzo, scende lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,30% (chiusura precedente a 1,35%), lo spread sul Bund segna 165 bp (da 169) (dati MTS).
Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA l'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che le scorte di petrolio alla fine sella scorsa settimana hanno fatto segnare un incremento di 1,379 milioni di barili, leggermente al di sotto delle attese (consensus +1,543 milioni). In Germania l'ufficio di statistica Destatis ha comunicato che nel mese di ottobre l'indice dei prezzi alla produzione è diminuito dello 0,2% su base mensile risultando inferiore alle attese (pari a -0,1%) e alla rilevazione precedente pari al +0,1%. Su base annuale il PPI e' diminuito dello 0,6%, inferiore alla rilevazione precedente pari al -0,1% e al consensus -0,4%. L'indice core che non considera i prezzi dell'energia è cresciuto del +0,3% ad ottobre rispetto allo stesso periodo del 2018, risultando in calo dello 0,2% rispetto a un mese fa.
Forte rialzo per NEXI +4,91% che ha confermato con un comunicato le odierne indiscrezioni del Messaggero secondo cui "sono stati avviati negli scorsi giorni contatti preliminari per valutare eventuali operazioni volte ad estendere la partnership già esistente tra Nexi e Intesa San Paolo". Viene però smentita "la notizia secondo cui l'ipotetica operazione possa contemplare una partecipazione azionaria nel capitale di Nexi pari al 30-40%". Anche INTESA (-0,11%) ha confermato l'avvio di contatti preliminari con Nexi, precisando che "eventuali operazioni non configurerebbero per Intesa Sanpaolo obblighi di promozione di un'Offerta Pubblica di Acquisto". Il Messaggero stamattina ha scritto che il gruppo dei pagamenti digitali sta trattando con Intesa Sanpaolo l'ingresso di quest'ultima nell'azionariato con il 30-40 per cento (diverrebbe quindi un azionista di riferimento di Nexi, attualmente Mercury ha il 60%) in cambio del conferimento della propria divisione acquiring (accettazione delle carte in pagamento).
TELECOM ITALIA +2,41% accelera al rialzo e tocca i massimi dal marzo scorso. E' scaduto ieri il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti dei fondi infrastrutturali per Open Fiber (OF). L'acquisto di OF da parte dei fondi costituirebbe un passaggio determinante per l'integrazione della rete con quella di Telecom. Al momento non è ancora trapelato nulla sulle offerte. L'a.d. Luigi Gubitosi ieri ha dichiarato al Sole 24 Ore che un accordo per dare vita un soggetto unico nazionale della rete in fibra è possibile: in caso contrario sarà stata un'occasione persa per tutte le parti in causa e per il Paese.
In ascesa RECORDATI +2,95%. Il Tempo riferisce di un incontro ieri al Senato con esponenti di 13 aziende farmaceutiche italiane: i produttori avrebbero chiesto un quadro regolatorio più stabile per mantenere la produzione nel Paese, citando le ottime prospettive di crescita soprattutto per quanto riguarda i mercati esteri (esportazioni 2018 +4,7%, nel primo semestre 2019 +28%).
AMPLIFON +2,19% tocca il nuovo massimo storico a 25,32 euro. Il titolo torna a salire dopo due sedute di pausa ancora sostenuto dai risultati dei primi nove mesi pubblicati a fine ottobre. Ricavi consolidati pari a 1.224,7 milioni di euro, in crescita del 26,1% a/a a cambi costanti e del 27,2% a cambi correnti, risultato netto su base ricorrente pari a 79,6 milioni, in aumento del 28,3% rispetto ai primi nove mesi del 2018. Risultato netto as reported in incremento del 13,7% a 65,5 milioni. Free cash flow su base ricorrente pari a 78,1 milioni, in aumento di 27,1 milioni o del 53,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il processo di integrazione di GAES procede meglio del previsto: il management stima sinergie a livello di EBITDA a circa 25 milioni di euro a partire dal 2021, nella parte alta dell'intervallo 20-25 precedentemente comunicato.
Accelerazione finale per i petroliferi che si accodano al greggio. Il petrolio è infatti rimbalzato dai minimi da inizio mese toccati a inizio mattinata in scia alle indiscrezioni di ieri secondo cui la Russia probabilmente si opporrà alla richiesta di ulteriori tagli alla produzione al meeting OPEC del 5 dicembre. I future gennaio segnano per il Brent 62,60 $/barile (da 60,30 circa), per il WTI 57,05 $/barile (da 54,90 circa). A Milano ENI +0,30%, SAIPEM +1,25%, TENARIS +1,65%.
ATLANTIA -2,22% in flessione. Repubblica scrive che un documento trovato nei registri digitali della società (a seguito di un sequestro della GdF del marzo scorso) rivela che il management del gruppo che controlla Autostrade era a conoscenza dei rischi di crollo del ponte Morandi dal 2014 al 2016. Il documento, stilato dall'Ufficio Rischi di Autostrade, dal 2017 parla invece di "rischio perdita stabilità". Ieri Atlantia si è chiamata fuori, almeno per il momento, dal salvataggio di Alitalia, facendo in sostanza saltare la cordata con FS, MEF e Delta Air Lines. Il gruppo dei Benetton ha infatti comunicato che "allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l'adesione di Atlantia al Consorzio finalizzato alla presentazione di un'eventuale offerta vincolante su Alitalia". Il punto di debolezza principale, secondo le indiscrezioni, è il ruolo di Delta (il partner industriale) che vorrebbe solo il 10% della Newco: troppo poco secondo Atlantia che, sempre in base ai rumors, avrebbe atteso fino all'ultimo un intervento di Lufthansa. I tedeschi però sembrano interessati solo a un accordo commerciale nei voli verso gli USA, quindi senza investire capitali. Lufthansa potrebbe rientrare in gioco in caso di nazionalizzazione temporanea di Alitalia con successiva vendita (dopo forti tagli al personale).
SAFILO GROUP +6,86% estende il rally partito una settimana fa (oltre +35% da allora) dopo l'uscita dei risultati del terzo trimestre (ricavi +2,2% a/a, utile industriale lordo al netto dell'IFRS16 +3,7%) e l'annuncio del nuovo piano industriale che sarà presentato l'11 dicembre prossimo.
Azioni AS ROMA in forte rialzo (+16,63%). Secondo indiscrezioni, la società texana The Friedkin Group, guidata dall'imprenditore Dan Friedkin, sarebbe disponibile a coprire per intero l'aumento di capitale da 150 milioni di euro, deliberato dall'assemblea del club a fine ottobre.
Non si ferma la discesa di AQUAFIL -5,83%: il titolo fa segnare per la terza seduta consecutiva il nuovo minimo storico (5,33 euro). Il sell-off è partito dopo la pubblicazione dei dati del terzo trimestre: il gruppo tra principali produttori di nylon in Italia e nel mondo ha chiuso il periodo luglio-settembre con ricavi a 132,9 milioni di euro (-4,9% a/a, -10,2% a perimetro costante) e un utile netto rettificato di 3 milioni di euro (-46,1% a/a). A livello as reported Aquafil ha accusato nel trimestre una perdita di 1,1 milioni di euro.
FTAOnline News - www.ftaonline.com

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